Preadolescenza

Martedì 18 aprile, presso il salone dell’oratorio di Marene, la dottoressa Elisa Tavera psicologa e psicoterapeuta ha tenuto l’incontro “preadolescenza in anticipo”, richiesto da alcuni genitori degli alunni delle scuole primarie e offerto dalla nostra Associazione.

I partecipanti sono stati circa cinquanta, molti genitori, ma anche Don Aldo e le suore di Marene.

L’obiettivo della serata era quello di dare un aiuto ai genitori che si trovano ad affrontare i cambiamenti dei loro figli, bambini che passano anticipatamente, rispetto alle generazioni passate, dall’infanzia all’adolescenza con tutte le problematiche che questo comporta.

L’età in cui si entra nella preadolescenza è anticipata rispetto al passato per diversi fattori, alimentazione e inquinanti provocano una crescita fisica rapida, mentre i contenuti non adatti a loro, a cui i bambini sono inevitabilmente esposti, li proiettano dove la loro mente non è ancora pronta ad arrivare.

Si parla sempre più di bambini adultizzati, che fanno mille cose, hanno responsabilità superiori a quelle adatte alla loro età e si sentono spesso carichi delle aspettative che i genitori riversano su di loro. Questi ragazzi diventano adolescenti infantilizzati che non accettano i loro cambiamenti e si sentono schiacciati da queste aspettative.

A questo punto il preadolescente in crisi esprime il suo disagio mettendo in atto comportamenti aggressivi o sessualizzati, spesso perchè in questo modo si sente apprezzato dal gruppo dei pari che può essere alternativamente spettatore o vittima dei suoi comportamenti.

Il problema è come intervenire quando si notano cambiamenti nel comportamento dei propri figli.

Non essendo possibile eliminare tutti i contenuti inadatti con cui i ragazzi possono venire a contatto, la soluzione è esprimere chiaramente il proprio disaccordo, sapendo che, anche se a casa viene loro vietato di vedere e ascoltare determinate cose, probabilmente lo faranno ugualmente fuori, ma sapranno che i genitori non sono d’accordo e questo li farà ragionare di più su quel che fanno.

Importante è star loro vicino e sviluppare il loro pensiero critico e la loro empatia: mettersi nei panni degli altri fa spesso capire che certi comportamenti non sono corretti e possono fare male a chi li subisce. Importante è anche la rete da cui sono circondati i ragazzi. A volte infatti, i ragazzi riescono a confidarsi meglio con altre persone di famiglia o meno, che non con i genitori.

La serata è stata molto interessante e alcuni genitori ed educatori hanno espresso l’interesse per un percorso sull’affettività nelle scuole elementari.

Se credete nell’importanza del fare rete per aiutare i nostri ragazzi, associatevi e la nostra voce sarà più forte.

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